Via Maestra

S’intitola “VIA MAESTRA” la
nuova antologia di autori brindisini, curata da Clara Nubile
e Michele Bombacigno, edita dalla Hobos Edizioni di Brindisi
e stampata presso la Italgrafica di Oria, che sarà presentata
martedì 29 novembre prossimo, alle ore 18, presso l’auditorium
dell’ex Convento di Santa Chiara, in via Santa Chiara Brindisi.
Il lavoro sarà illustrato dal prof. Ettore Catalano, ordinario
di letteratura presso l’Università del Salento,
che ne ha scritto anche la prefazione.
La “VIA MAESTRA”, scrivono Clara Nubile e Michele
Bombacigno nella introduzione dell’antologia, perché “In
un gioco di ombraluce e intime penombre, in una dimensione temporale
di confine, dove i futuri anteriori mutano nei nostri futuri
possibili, e i passati addomesticati sono oasi in uno sterminato
deserto che chiamiamo presente. Ombra di quel che fu, Brindisi:
città di “zucchero azzurro” e “viola
d’oblio” nelle visioni bodiniane, oggi s’incarna
in una strada di carta, un insieme di ricordi, cemento e mani
che accompagnano ogni nostra parola, scandita dall’amore
e dalla memoria. Via Maestra – quella che oggi si chiama “corso” – era
l’antica via che partiva da porta Napoli (ora detta porta
Mesagne) e si dipanava fino al mare, spaccando in due la città lungo
un percorso attualmente contrassegnato da tre diversi toponimi,
uno in prosecuzione dell’altro: via Carmine, Via Ferrante
Fornari, via Filomeno Consiglio. Quella era la via che conduceva
al mare, quella da seguire. L’unica possibile. La via per
l’acqua, le partenze, le navi, le speranze e l’altrove.
Quella strada marina che percorrevano i romani, e tutti quelli
venuti dopo di loro. E anche questi racconti, come tanti piccoli
sassi, percorrono, segnandola, quell’antica via, chiamata
ancora Maestra dai vecchi rugosi, custodi di storie, segreti
e anche di questa nostra luce così corporea e particolare.
Questa luce “come carne cruda” che ci attende a ogni
risveglio, o ritorno.”
L’antologia, che sarà nelle librerie nei prossimi
giorni, presenta racconti inediti dei seguenti autori: Adrena, “Il
posto giusto”; Michele Bombacigno, “Brindisi oltre
il mare e il cielo”; Antonio Caputo, “Quando tutto
accedeva per caso”; Nadia Cavalera, “Via Montebello
20 e la nascita di Gheminga”; Antonella De Carlo, “La
dea d’acqua”; Carmen De Stasio, “Uno splendido
viaggio”; Marcantonio Gallo, “Brind-easy o il funerale
(mail, appunti, msm)”; Maria Rita Greco, “Mancanza”;
Stefano Lamonica, “Il duce e lo stregone”; Ugo Libardo, “Un
mare nero”; Clara Nubile, “Zucchero azzurro”;
Pierpaolo Petrosillo, “Fortuna orgoglio e morte”;
Mino Pica, “Figli”; Sergio Sabato, “Per amore,
solo per amore”; Mimmo Tardio, “Filia solis”.
XXVI Regata Internazionale
Brindisi-Corfu 2011
Almanacco di QuiBrindisi
2011

Sarà distribuita a giorni in tutte le
edicole della provincia di Brindisi, stampata presso lo stabilimento
tipografico dell’Italgrafica di Oria, l’edizione
2011 dell’Almanacco di QuiBrindisi.
La rivista di quest’anno, oltre ai tradizionali commenti
di giornalisti ed osservatori ed al riepilogo dei maggiori fatti
di cronaca che hanno caratterizzato la vita della provincia di
Brindisi nel 2010, contiene, nella ricorrenza del 150° Anniversario
dell’Unità d’Italia, anche uno “speciale” sul
ruolo che i brindisini ebbero nella causa risorgimentale.
L’Almanacco 2011 ospita contributi di Antonio Caputo, Federico
Ganci, Massimiliano Iaia, Alessia Maltinti, Oronzo Martucci,
Tonia Marzo, Paola Moscardino, Valentino Romano, Vincenzo Sparviero
e Vittorio Bruno Stamerra.
Le foto sono di Max Frigione e Ida Santoro. Il progetto grafico
e l’impaginazione di Giovanni Rubaltelli.
A ci no voli li uecchi
di fori
proverbi e modi di dire della tradizione
popolare brindisina
di Cosimo Silvestro
(prefazione di Antonio Caputo)

Cosimo Silvestro per decenni ha occupato la
storica edicola di famiglia situata in piazza della Vittoria,
all’angolo
di via Cesare Battisti, nei pressi dello storico mercato centrale
della città. Da quell’edicola sono transitati generazioni
di brindisini, professionisti, amministratori pubblici, professionisti
e tanta gente comune. E in tanti, guardando i titoli dei giornali,
hanno lasciato un commento, un’impressione espressi molto
spesso in dialetto perché certi giudizi, certi stati d’animo
vengono resi più chiari ed efficaci se espressi nella
lingua del popolo, nel dialetto.
Silvestro, dopo che si è ritirato dall’attività (per
anni è stato anche dirigente del sindacato provinciale
e nazionale degli edicolanti Cgil) passando la mano al figlio,
ha raccolto i proverbi e i modi di dire ascoltati in una vita
trascorsa dietro il banco dell’edicola e, prima che se
ne perda la memoria, ha voluto, con la prefazione del prof. Antonio
Caputo e l’editing della Hobos Edizioni, affidarli alla
stampa perché restino patrimonio per le future generazioni.
FUORI DALLE GABBIE
Una storia, vera, di lotte e conquiste operaie dai primi
anni ’60
al 1969,
a Brindisi e in Puglia luoghi che entrambi stanno al Sud.

Nell’ambito delle iniziative per celebrare
il 60° Anniversario della costituzione della Cisl, l’Unione
Sindacale Territoriale di Brindisi, con la collaborazione dell’Archivio
di Stato, mercoledì 30 giugno prossimo, alle ore 18, presso
il cortile dell’Archivio di Stato in piazza Santa Teresa,
sarà presentato il libro/ricerca di Donato Peccerillo “Fuori
dalle Gabbie” (Hobos Edizioni, € 14), nei prossimi
giorni in distribuzione nelle librerie.
Quando si parla del biennio 1968 – 1969, è senso
comune considerare il ‘68 l’anno degli studenti o
meglio ancora della “contestazione studentesca”,
mentre il ’69, è ritenuto l’anno degli operai,
anche più noto come l’anno “dell’autunno
caldo”, e dell’inizio della strategia della tensione
(da piazza Fontana in poi).
Ma ad osservare i fatti e le relative cronache locali, questo
schema generale di distinzione tra l’anno degli studenti
e l’anno degli operai, pare non funzionare, e non tanto
perchè il ’68 non abbia visto mobilitati, in città,
gli studenti, ma a Brindisi è anche e sopratutto l’anno
di grandi lotte operaie. A ottobre del 1968, con oltre un anno
di anticipo rispetto al glorioso “autunno caldo”,
i lavoratori dell’industria operanti nel “polo chimico” della
Montecatini entrarono in lotta per l’abolizione delle “gabbie
salariali” e per rivendicare l’applicazione del punto
unico di contingenza. Una iniziativa che identica a quelle attuate
in molte parti del Sud e che coinvolgeva tutta la giovane classe
operaia dei vari “poli di sviluppo” meridionali.
Questa anticipazione di lotta operaia a Brindisi, così come
in molte altre parti del Sud, è spontanea, non spiegabile
attraverso le interpretazioni politiche e sociali allora usate,
essa infatti non può contare su una esperienza ed una
a tradizione sindacale simile a quella delle realtà industriali
del settentrione, e nemmeno può fare conto delle varie
culture politiche che alimentavano il sindacalismo in rapida
evoluzione del Nord, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni
Sessanta.
Il “movimento contro le gabbie salariali” è perciò anomalo
rispetto a ciò che nello stesso periodo sta maturando
dentro la parte più evoluta del movimento sindacale che
forse ha diversi limiti di determinismo e di gradualismo, per
cui ciò che è avanzato e ciò che è arretrato
coincidono con il Nord e con il Sud senza alcuna o altra mediazione.
Il movimento sindacale nel Paese sta provando a sviluppare la
sua presenza nel più grande ciclo di lotte e di organizzazione
mai visto, l’anomalia che fuoriesce dagli schemi della
contrattazione nazionale o aziendale è guardata con molta
diffidenza, quasi nessuno l’ha previsto, e ciò che
non è prevedibile crea disagio, soprattutto se l’imprevisto
viene da Sud.
Le lotte per la gabbie sono l’imprimatur del sindacato
industriale nel Mezzogiorno, la specificità distintiva.
Senza questa battaglia di uguaglianza vera, i contenuti della
contrattazione sindacale nelle realtà industriali del
Sud sarebbero stati solo parole prive di contenuti pratici.
È
anche la prima volta del “lavoro sociale”, inteso
come attenzione e messa insieme di molte persone, esso viene
inventato in quegli anni in molte parti del Paese oltre che a
Brindisi. Quel tipo di “lavoro politico” ha le sue
specificità: la lotta contro la disuguaglianza salariale
tra Nord e Sud è all’origine del bisogno di riscatto
di una generazione di lavoratori e militanti.
Dalla ricostruzione svolta nella ricerca di Donato Peccerillo,
anche attraverso fonti archivistiche, documenti inediti e testimonianze
di protagonisti, emerge anche una originalità di percorso
e di maturazione della classe dirigente sindacale locale per
giungere agli stessi risultati del sindacalismo nazionale in
materia di grandi battaglie sulle riforme e di unità sindacale.
Non è un caso che i gruppi dirigenti sindacali locali
formatisi in quelle esperienze e maturati poi negli anni Sessanta
e Settanta, abbiano avuto, a ragione, un’alta consapevolezza
della propria funzione ricoprendo anche incarichi di primaria
responsabilità
Donato Peccerillo, brindisino, dipendente di una industria
aeronautica, è stato
dirigente sindacale dei metalmeccanici. Per molti anni è stato
segretario provinciale e regionale della Fim Cisl. Ha fatto politica
attiva sin dalla giovane età nei gruppi della sinistra
extraparlamentare, rimanendo gravemente ferito a seguito di una
aggressione fascista. E’ stato anche dirigente dei Democratici
di Sinistra.
Almanacco di QuiBrindisi
2010

Torna in edicola (Brindisi e provincia),
dopo oltre trent'anni di assenza, l'Annuario di QuiBrindisi,
edito
dalla
Hobos Edizioni
srl.
La rivista, in elegante veste grafica (la stampa è dell'Italgrafica
di Oria) e le immagini di Max Frigione, patrocinata dalla Presidenza
del Consiglio Regionale della Puglia, contiene, oltre ad una
sintesi dei più importanti fatti accaduti in provincia
di Brindisi nel 2009, una serie di interessanti servizi e commenti.
Francesco Gioffredi e Massimiliano Iaia hanno sintetizzato gli
avvenimenti del 2009 con monografie dedicate alla politica, all'economia,
alla cultura e allo sport.
Salvatore Morelli, invece, si è dedicato alla movida, "censendo” e
fotografando tutti i locali dove brindisini e forestieri amano
trascorrere le ore della notte.
Tonia Marzo, per mettere a confronto la Brindisi di oggi e quella
di cento anni fa, della serie "la cronaca che diventa storia",
ha curiosato nelle cronache del giornale "La Città di
Brindisi” del 1909, e le sorprese sono state tante.
Due importanti giornalisti, Paola Moscardino e Oronzo Martucci,
hanno, da par loro, scritto le rispettive impressioni sulla Brindisi
di oggi.
Ad rendere più intrigante la lettura dell'Annuario alcune
immagini di tre fotografe brindisine: Arianna D'Accico, Ida Santoro
e Federica Bruno Stamerra.
Il coordinamento dell'iniziativa è stato di Alessia Maltinti
ed Enzo Vitale, mentre il progetto grafico e l'impaginazione
sono di Tiziano Mele e Giovanni Rubaltelli.
L'immagine della copertina dell'Annuario di QuiBrindisi (prezzo
in edicola 3 euro) è ovviamente quella di una raggiante
Flavia Pennetta, vero personaggio di Brindisi nel 2009.

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E’ sbarcato
oggi nella Rete il primo quotidiano brindisino online.
Si tratta di BrindisiReport.it edito dalla Edizioni Futura
srl. La nuova testata, regolarmente registrata, è diretta
da Marcello Orlandini che si avvale della collaborazione
di una giovane redazione e del contributo di un gruppo
di affermati giornalisti, di intellettuali e di esperti
nei diversi settori dei quali il nuovo giornale si interesserà.
L’obbiettivo della nuova iniziativa è quello di adeguare l’informazione
alle nuove tecnologie di comunicazione che sono sempre più diffuse nella
società contemporanea, soprattutto tra i giovani e nelle nuove realtà imprenditoriali.
Caratteristica del nuovo giornale non sarà soltanto una rigorosa e veloce
presenza sui fatti della cronaca, ma anche quella di garantire ai lettori, oltre
al più ampio e democratico confronto nel forum, i dovuti approfondimenti
sui temi più importanti che caratterizzano la vita della provincia di
Brindisi, del Salento e della Puglia dall’economia all’ambiente,
al lavoro. allo sviluppo, alla cultura, allo sport.
BrindisiReport.it sarà collegata anche ad altre prestigiose testate online,
locali e nazionali, compresa l’autorevole Affari Italiani diretta dal giornalista
Angelo Maria Perrino, di origine brindisina. |
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intervista sulla città
le promesse, le illusioni, le occasioni perdute
le sfide per il futuro
di Marcello Orlandini e Carmine Dipietrangelo

E’ in distribuzione “Intervista
sulla città” nelle librerie e
nelle edicole di Brindisi dell’editore
Hobos, un libro dedicato alle sfide che attendono la sinistra
riformista nei prossimi mesi e nei prossimi anni a Brindisi,
ma che offre anche un ricostruzione essenziale degli anni tra
il 1997 ed il 2003 basata per la prima volta non sulle carte
processuali, ma sui verbali dei consigli comunali e su tutto
ciò che le cronache politiche hanno prodotto nei passaggi
più importanti di quel periodo.
Dunque una Brindisi vista da sinistra e da uomini di sinistra.
Un protagonista di quelle vicende politiche, Carmine
Dipietrangelo,
e il giornalista che lo intervista, Marcello Orlandini, ripercorrono
in maniera critica i processi di trasformazione industriale,
il controverso tema dell’assenza di una vera classe dirigente
locale, la polarizzazione estrema dello scontro sui grandi temi
dello sviluppo e dell’ambiente, gli errori strategici della
sinistra ma anche le intuizioni che ne hanno segnato il percorso
alla ricerca di alleanze per governare una transizione della
città che pare senza fine, i mutamenti delle categorie
del lavoro, dalla classe operaia all’esercito dei precari.
Dagli anni di Antonino, alla crisi di identità, all’impoverimento
del confronto politico interno al più importante partito
del centrosinistra, ai giorni attuali, quelli del “laboratorio
Brindisi” e dell’avvicinamento alla battaglia delle
elezioni regionali del 2010.
Una intervista sulla città, con non pochi inediti su
passaggi-chiave della vita pubblica ed economica di Brindisi,
e nella seconda parte del libro “Sei anni critici”.
L’introduzione è di Vittorio Bruno Stamerra che
oltre ad una lunga carriera giornalistica e di tagliente osservatore
politico, ha compiuto anche una breve ma intensa esperienza di
amministratore pubblico. Nella prefazione, Marcello Orlandini
spiega come ha raccolto le notizie sul periodo 1997-2003 ma soprattutto
come ha conosciuto Carmine Dipietrangelo alla fine del 1970,
sino al raffreddamento dei rapporti negli anni delle amministrazioni
Antonino, ed al nuovo incontro nel corso di una delle ultime
udienze del processo alla cosiddetta Tangentopoli brindisina.
Si tratta di un lavoro giornalistico in cui la ricostruzione
storica è fatta con il passo della cronaca, che si misura
con questioni di estrema attualità, che non ricorre a
mediazioni. Potrebbe tornare utile a chi vuole rileggere in maniera
critica gli avvenimenti di una città che potrebbe occupare
un ruolo molto più importante dell’attuale.
Nella tempesta... la quotidianità
di Giulia Cesaria Maltinti
Il libro sarà ufficialmente presentato
lunedì 21
settembre 2009
alle ore 18,30 a Brindisi presso il salone di Palazzo
Nervegna.
Il lavoro sarà presentato da una psicologa,
la dott.ssa Anna Tassello.
“Nella tempesta… la quotidianità” è il
titolo del diario-racconto su come Giulia Cesaria Maltinti, brindisina,
sposata con un ufficiale del Reggimento San Marco, ha vissuto
la sua esperienza di moglie di un soldato inviato in zona di
guerra, ma in missione di pace. Argomento di grande attualità in
questi giorni di fronte alla tragedia di Kabul e la morte di
sei paracadutisti della “Folgore”.
I fatti raccontati da Giulia Cesaria Maltinti si svolsero nel
1982 e riguardano la missione in Libano, la prima delle missioni
di pace in cui i militari italiani venivano impegnati dopo la
fine della seconda guerra mondiale. Forse non era la missione
militarmente più pericolosa, anche se il bilancio finale
fu di un morto e molti feriti, ma sicuramente ebbe una rilevante
importanza politica e militare perché era la prima volta,
dopo la fine della guerra, che all’Italia veniva riconosciuto
un ruolo internazionale di grande responsabilità. Una
occasione che il nostro Paese, sul quale erano puntati gli occhi
di mezzo mondo, non poteva fallire. Evidente che un compito così impegnativo
non poteva che essere affidato dallo Stato Maggiore ai corpi
militari d’elite (all’epoca esisteva ancora la leva
obbligatoria), il San Marco in primo luogo. E di conseguenza
la città di Brindisi, dove il Reggimento (all’epoca
Battaglione) ha sede e da dove partì il nostro contingente
diventò una sorta di capolinea logistico delle operazioni.
Giulia Cesaria Maltinti descrive come improvvisamente cambio
la vita delle donne rimaste a casa, spesso con un lavoro da svolgere
e figli piccoli da accudire, piccole routine che diventavano
montagne insormontabili, con lo stato d’animo e la paura
di chi sapeva che il proprio compagno non si trovava ad una normale
esercitazione ma in una vera e propria guerra. E poi le lunghe
settimane di silenzio, la televisione sempre accesa sui notiziari
per captare ogni notizia proveniente dal Medio Oriente, la riscoperta
del rito delle “lettere dal fronte”, le riunioni
insieme alle altre mogli in attesa della corrispondenza, dei
messaggi ma anche per scambiarsi solidarietà, favori e
soprattutto novità.
La originalità dell’impegno di Giulia Cesaria Maltinti
non sta soltanto nell’essere la prima moglie di un militare
che racconta ciò che non emerge mai dalle cronache delle
missioni di pace, se non quanto qualche marito, fidanzato o figlio
rientra in Italia dentro una bara avvolta nel tricolore, ma di
avere voluto includere nel libro anche la testimonianza del marito,
il capitano di fregata Fabrizio Maltinti, che dopo quella prima
missione in Libano nel 1982, ne ha effettuata tante altre, da
Mogadiscio in Somalia, a Sarajevo o in Kosovo sino ad essere
non solo un veterano, ma un autentico esperto in materia. Dal
diario libanese di Fabrizio Maltinti apprendiamo le peripezie,
le emergenze, le piccole e le grandi storie, che ogni missione
all’estero comporta. Nel caso di quella “peacekeeping” in
Libano del 1982 così politicamente delicata e pure così unanimemente
apprezzata nonostante la mancanza di esperienza, e da come vennero
gestite le prime tragiche conseguenze della missione: dall’uccisione
del marò Filippo Montesi, la prima giovane vittima italiana
di una missione di pace, ad autentici atti di eroismo compiuti
dai nostri militari.
Nella post fazione il libro (Hobos Edizioni srl, € 15, stampa
Italgrafica di Oria, da lunedì 21 settembre in tutte le
librerie di Brindisi), il cui ricavato è destinato all’istituto
Andrea Doria che assiste gli orfani dei marinai caduti in servizio,
riporta l’elenco di tutti i marinai del San Marco che a
vario titolo hanno partecipato negli anni dal 1982 al 1984 alla
missione in Libano.
Noi di Tuturano...
Liberamente tratto dalle testimonianze
raccolte da tuturano.com

E’ una sorta di piccola antologia della
nostalgia, nella quale i curatori del sito web tuturano.com,
con la complicità della Hobos Edizioni, hanno voluto raccogliere
i ricordi e le testimonianze di vita di tanti tuturanesi frequentatori
del sito, parecchi dei quali vivono lontani dalla storica frazione
di Brindisi.
L’"antologia", con la prefazione di Maria Ancona
Mele, contiene anche testimonianze di tuturanesi doc come il
giornalista Vittorio Bruno Stamerra e la scrittice Maria Clara
Nubile, ed alla quale ha collaborato (oltre ai curatori del sito)
Tonia Marzo, su progetto grafico e impaginazione di Giovanni
Rubaltelli, è stata stampata dall’Italgrafica di
Oria ed è in vendita al prezzo di 10 euro, presso le edicole
di Tuturano o rivolgendosi direttamente al sito tuturano.com.
L’iniziativa sarà presentata ufficialmente al pubblico
nel corso di una serata, il cui programma è in via di
definizione, che si svolgerà nella piazza principale di
Tuturano verso la fine di settembre ed alla quale dovrebbero
partecipare molti tuturanesi da anni assenti dal loro paese.

1927 - 2007
L'amministrazione della Provincia di Brindisi
Il 2 giugno prossimo, festa della Repubblica,
alle ore 17.00 sarà inaugurata presso il Museo Provinciale
di Brindisi, in piazza Duomo, la mostra sugli ottant’anni
della Provincia di Brindisi.
La ricerca, durata oltre un anno, è stata coordinata dal
prof. Carmelo Pasimeni, ordinario di Storia Contemporanea presso
l’Ateneo di Lecce, che si è avvalso della fondamentale
collaborazione dell’Archivio di Stato.
L’iniziativa rientrava nel progetto che la Hobos Srl, che
ha curato la grafica dei pannelli e del catalogo della mostra,
aveva a suo tempo presentato per celebrare l’ottantesimo
anniversario dell’istituzione della provincia di Brindisi,
sorta nel 1927.
La mostra si compone di 102 pannelli, che riproducono foto e documenti
di grande interesse storico e politico.
Più che corposo il catalogo, stampato presso l’Italgrafica
di Oria su progetto grafico e impaginazione di Giovanni Rubaltelli:
368 pagine a colori.

Piazze, luoghi e quartieri
di Brindisi
di Antonio Caputo

E’ il nuovo libro di Antonio Caputo, edito
dalla Hobos/Edizioni, disponibile nelle librerie e nelle principali
edicole di Brindisi.
Si tratta di una interessante ricerca sulle origini – tra
storia, curiosità, aneddoti e leggenda - dei quartieri
e delle maggiori piazze della città.
Dopo “Memorie Brindisine”, “’Ncera na
vota” e “’Ncera na vota 2”, questo è
il quarto libro che Antonio Caputo, uno dei maggiori esperti di
storia brindisina e di tradizioni locali, pubblica per la Hobos/Edizioni.
Disponibile - Prezzo € 12,00

Amico Sole
di Mimmo Catalano

Si intitola "Amico Sole" e si tratta
dell'ultimo libro edito dalla Hobos Edizioni di Brindisi. L'autore
è Mimmo Catalano il quale ha voluto condensare in un vero
e proprio manuale, gli appunti per la costruzione di una meridiana
sulla facciata della villa di un noto professionista
brindisino al rione Casale.
Di fronte all'incalzare della tecnologia, con
orologi in grado di dirci di quanti secondi si dovranno allineare
le lancette anche tra qualche secolo, misurare il tempo con i
metodi antichi può sembrare una stravaganza. Mimmo Catalano,
invece, con il suo manuale dimostra come questo impegno, pur particolarmente
complicato per le tante conoscenze
che occorre sviluppare, alla fine si dimostra un gioco affascinante
e, tuffandoci in formule matematiche e geodinamiche, si può
allenare il cervello alla memoria.
Il libro è in vendita presso le librerie
di Brindisi.
Mimmo Catalano, brindisino, ha 66 anni e da oltre
quarant'anni è geometra libero professionista.

In Puglia contromano
Il ritorno dei talenti e delle arti
Scrittori, artisti, danzatori, fotografi, registi,
musicisti. Quanti sono i talenti nati e cresciuti in Puglia
che si sono affermati lontano dalla propria terra, per scelta
o più spesso per necessità. Hanno raggiunto il
successo e la notorietà, hanno ottenuto premi e riconoscimenti
prestigiosi in tutto il mondo, lasciando comunque ogni volta
una traccia ben visibile delle proprie origini in ciò
che sono riusciti a realizzare. Eppure molti di essi sono sconosciuti
alla maggioranza dei propri conterranei, destinati talvolta
a un oblìo inspiegabile.
Con “In Puglia contromano. Il
ritorno dei talenti e delle arti”, vorremmo idealmente
riportarne a casa alcuni. Chiederemo loro di fare il percorso
a ritroso, contromano appunto, senza alcun intento nostalgico,
ma al contrario per mostrare ciò che hanno fatto, per
spiegare come e perché. Simboli di creatività
e di straordinarie capacità intellettuali, da indicare
come esempio a quanti sono qui e cercano di costruire, non senza
difficoltà, un futuro per sé e per questi bellissimi
luoghi.
Il progetto, ideato da Carlo Annese e Vittorio
Bruno Stamerra, è realizzato dalla Hobos, con la collaborazione
del Teatro Pubblico Pugliese e dei comuni di Ceglie Messapica,
Mesagne e Ostuni, dell’Istituto Alberghiero di Brindisi
e del Gruppo Quarta Caffè, nonché il patrocinio
dell’Assessorato Regionale al Mediterraneo e dell’Amministrazione
Provinciale di Brindisi. Si articola in cinque eventi, tra il
20 ottobre e il 29 novembre: tutti gli appuntamenti avranno
ingresso gratuito, con la sola eccezione della presentazione
del film “Galantuomini” di Edoardo Winspeare, e
si terranno in quattro Comuni della provincia di Brindisi.
Il progetto “In Puglia contromano”
sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza
stampa che si svolgerà venerdì 17 ottobre prossimo,
alle ore 12, presso la sala ricevimenti dell’Istituto
Alberghiero di Brindisi (via Appia).

In punta di penna
gli 80 anni di Ettore Giorgio Potì

Ettore Giorgio Potì (per tutti Giorgio),
il decano dei giornalisti brindisini, il 25 agosto scorso ha
compiuto 80 anni.
Potì, classe 1928, è stato il primo giornalista
professionista della provincia di Brindisi. Al giornalismo approdò
agli inizi degli anni ’60, dopo una breve esperienza nella
segreteria dell’on. Italo Giulio Caiati, il più
importante personaggio politico brindisino del dopoguerra, quando
“La. Gazzetta del Mezzogiorno” decise di istituire
le edizioni provinciali. Tanti i giovani che si cimentarono
nel giornalismo in quella redazione, alcuni di essi proseguirono
nella professione conseguendo anche significativi successi.
In tanti invece scelsero altre professioni, conservando dentro
sempre però la passione per un mestiere difficile quanto
affascinante.
Giorgio Potì però non è stato solo un normale
giornalista e, sino al 1993 quando è stato collocato
in pensione, il capo della redazione brindisina de “La
Gazzetta del Mezzogiorno”, ha rappresentato per Brindisi
una sorta di istituzione, in un’epoca in cui nel mondo
dell’informazione non esisteva la pluralità di
mezzi che esiste oggi ed anche il mestiere del giornalista era
profondamente diverso.
Potì è stato anche un formidabile animatore culturale,
oggi si direbbe un “intellettuale a tutto campo”.
Da presidente dell’Associazione Brindisina della Stampa,
attraverso l’organizzazione di convegni e dibattiti, ha
vivacizzato la vita culturale brindisina negli anni ’70.
E’ rimasto memorabile il convegno internazionale sui temi
dell’ambiente che l’Assostampa brindisina (ora non
esiste più) organizzò alla fine degli anni Sessanta,
quando di sviluppo industriale ecocompatibile non solo non se
ne parlava a Brindisi, ma da nessuna parte nei paesi industrializzati.
Tra i tanti personaggi che in quegli anni vennero a Brindisi
per tenere conferenze e dibattiti, si ricordano Paolo Murialdi,
presidente del sindacato dei giornalisti italiani, il direttore
del Tg2 Alberto La Volpe, il capo dell’Associated Press
per l’Area del Mediterraneo e Medio Oriente Dennis Redmont,
gli scrittori Domenico Rea e Giancarlo Vigorelli.
Uomo di sport (tennis, calcio e pallacanestro le sue passioni),
con Tonino Giannotti, in quegli anni, sui campi del Circolo
Tennis di Brindisi, organizzò diverse edizioni del campionato
italiano di giornalisti tennisti. Tra i partecipanti si ricordano
Luca Liguori, Tito Stagno, Giampiero Galeazzi, Enrico Crespi
e tanti altri che incrociarono le racchette con personaggi dello
sport come Livio Berruti, Ferruccio Valcareggi, Pietro Mennea.
Ed allo sport è legata un’altra iniziativa di Giorgio
Potì, quella del Panatlon Club che attribuiva il premio
“Ercole Brindisino” (dall’omonima statua rinvenuta
a Brindisi e custodita a Napoli) ad atleti che si erano particolarmente
distinti.
Intellettuale a tutto campo, si è detto. Oltre ad un
interesse per il teatro, Potì dette vita anche ad una
associazione di “Amici della musica” che per qualche
anno organizzò concerti di ottimo livello. Tra le altre,
ebbe un memorabile successo il concerto del flautista Severino
Gazzelloni.
Quando è giunta la data della pensione, Giorgio Potì
non si è dedicato soltanto alla famiglia, ai nipoti.
Ha continuato nel suo impegno culturale. Ha scritto un paio
di libri di poesie e di racconti, ha tenuto una mostra di pittura
e attualmente cura una rubrica domenicale sulle pagine brindisine
del “suo” giornale, “La Gazzetta del Mezzogiorno”.
Per festeggiarlo, martedì prossimo, 30
settembre, alle ore 18, nel salone dell’ex Convento di
Santa Chiara gli amici e i colleghi di Ettore Giorgio Potì
hanno organizzato una serata in suo onore che sarà conclusa
dall’intervento di Giuseppe De Tomaso, direttore responsabile
de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

Benedetto XVI a Brindisi
Fotocronaca di un evento
a cura di Enrico Favuzzi

Giovedì 24 luglio prossimo alle
18,30 nell’ex Convento di Santa Chiara a Brindisi, unitamente
alla mostra, sarà presentato anche il libro fotografico
“Benedetto XVI a Brindisi – fotocronaca di un evento”
a cura di Enrico Favuzzi.
Si tratta delle immagini più importanti, quasi tutte
a colori, della storica visita a Brindisi del Papa Benedetto
XVI avvenuta il 14 e il 15 giugno scorsi. Scattate da un gruppo
di giovani appassionati di fotografia che hanno partecipato
al corso di fotogiornalismo che Pierpaolo Cito, importante reporter
di Associated Press e brindino di origine, ha tenuto a Brindisi
nella primavera scorsa.
Il libro, edito dalla Hobos, comprende un centinaio di foto
dell’evento selezionate da Enrico Favuzzi, ed è
impreziosito, oltre che dalla presentazione dello stesso Favuzzi,
da una prefazione critica del prof. Massimo Guastella, professore
di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Ateneo
del Salento, e da un saluto del cardinale Salvatore De Giorgi,
arcivescovo emerito di Palermo, nativo di Vergole, in provincia
di Lecce, che accompagnò il Santo Padre durante la sua
visita nel Salento.
Autori delle foto contenute nel libro sono Nico Barile, Federica
Bruno Stamerra, Arianna D’Accico, Daniela Errico, Stefano
Facecchia, Laura Greco, Sabrina Ingrosso, Sandro Locorotondo,
Tommaso Mangiacasale, Alessandra Pepe, Anna Protopapa, Viviana
Rampino, Ida Santoro, Gabriele Spedicato, Federica Rucco e Valentina
Trisolino.
Una sorta di “instant book” fotografico, da giovedì
nelle librerie al prezzo di 20 euro, su progetto grafico e impaginazione
di Giovanni Rubaltelli e stampato presso la Italgrafica Edizioni
di Oria (Brindisi).
Disponibile - Prezzo € 20,00 

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